Casa Irene

Comunità di semi-autonomia CAV

“Casa Irene” –  Como, Via Gobbi 2

casa-ireneNata nel 2002 come “Casa Lavinia”,  grazie ad una devoluzione dell’ Istituto Provinciale per le Cure marine e climatiche dei Fanciulli e alla vendita dell’immobile di proprietà, a quel tempo, della “Congregazione delle Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote” , da ristrutturare.
La Casa era destinata per quelle donne che si rivolgevano al CAV perché incinte e con grossi problemi, quando l’aiuto che l’Associazione poteva offrire non era sufficiente, ma occorreva un monitoraggio della situazione più “da vicino”.
Due anni dopo veniva aperto anche l’Asilo Nido “Il Giardino Incantato” per i bambini delle “nostre” mamme che, dovendo lavorare e non potendo accedere, per vari motivi, ai Nidi Comunali, avevano bisogno di qualcuno che si occupasse di loro.
Da allora molte cose sono cambiate nel corso degli anni: per progetti nuovi, per esigenze del CAV e del territorio, per evoluzione o involuzione dei bisogni delle persone ospiti. “Casa Lavinia” poi è stata trasferita a Lipomo (vedi più avanti) e qui si è deciso di trasformare la struttura in una Comunità di semi-autonomia, ospitando, cioè, donne con bambini provenienti dalla realtà di Comunità “in senso stretto”: le educatrici, insieme alla loro responsabile, accompagnano le ospiti in questo cammino verso l’autonomia nella vita di tutti i giorni (fare la spesa, gestire, quando ci sono, le proprie risorse economiche, muoversi nel “mondo della burocrazia”, occuparsi del proprio bambino, ecc.).casa-irene2
Come accennato sopra, a marzo del 2015 l’asilo nido è stato chiuso: da micronido, con tutti i requisiti richiesti dalla ASL di Como, siamo passati a Nido Famiglia per penuria di iscrizioni; purtroppo, in un secondo tempo, la ASL ci ha chiesto una caratteristica per noi impossibile da attuare (un’Associazione di genitori).
La struttura è composta di 4 camere con servizi e locali ad uso comune, ma verranno predisposte almeno altre due camere nei prossimi mesi; le ospiti vengono accolte dietro richiesta dei Servizi Sociali della loro città di provenienza. È stato creato, all’interno, anche uno “spazio neutro”: questo progetto si fonda sulla constatazione che sempre più l’Autorità Giudiziaria, nelle sue varie articolazioni, richiede ai Servizi Sociali Territoriali di organizzare e gestire incontri in “luogo neutro”, con la presenza di un operatore, tra genitori e figli.
I Servizi Sociali di base non sempre sono attrezzati per rispondere a queste richieste e spesso cercano le idonee risorse in contesti esterni. Al fine di creare una struttura di supporto a queste richieste, il Centro di Aiuto alla Vita ha predisposto un progetto per l’attivazione di un servizio denominato “Un luogo per incontrarsi”.